domenica 15 marzo 2009

LA LEGA NORD A MOTTOLA, TRISTE GIORNO PER LA PUGLIA

MOTTOLA – Più in basso di così c’è solo da scavare: l’apertura di una sede della Lega Nord a Mottola è una triste notizia non solo per i mottolesi. Ma anche per i pugliesi. E’ incredibile. Dopo averci scippato buona parte dei Fondi FAS che servivano per strade, scuole, ferrovie e quant’altro, ora vogliono anche essere votati! Circostanza ancora più incredibile è che Mottola è governata da un Sindaco, tale Antonio Quero, che è del PDL, cioè di quella parte politica che è pappa e ciccia al Governo con la Lega. In realtà l’apertura di una sezione è, non un campanello d’allarme, ma un colpo di cannone sulla distanza della politica dalle ansie della gente che per disperazione e protesta ha maturato una sorta di sindrome di Stoccolma. Come la fase psicologica che porta a solidarizzare con i propri aguzzini: svegliamoci!
Solidarizziamo con il segretario del PD di Mottola Giovanni Bello, che ha pure ricevuto parole offensive da parte del Sindaco Quero. E bene ha fatto a stigmatizzare con parole dure l’arrivo della Lega: “In Veneto, regione della nostra patria, i leghisti mi hanno dato il benvenuto, chiamandomi straniero ...”. Ma scopriamo un attimo chi è il segretario di questa sezione della Lega, mi piacerebbe sapere a chi è dedicata, ad esempio. E’ un funzionario 33enne del Ministero delle Politiche Agricole, che risiede a Roma dove si occupa tra le altre cose della “promozione del progetto della Lega sul territorio”. Quindi un funzionario statale che trova il tempo per tornare a casa e portare il verbo leghista che se non sbaglio diceva “Roma Ladrona”. Che predica a parole l’efficienza e lo snellimento della elefantiaca macchina statale e intanto se ne sta al sicuro di un buono stipendio puntualmente pagato con i soldi di cittadini ed imprese che pagano le tasse. Potremmo quindi chiedergli ad esempio quando il Ministero si deciderà ad erogare, visto l’estremo stato di disagio che vivono le aziende agricole, il premio unico per grano ed olive, quello che una volta si chiamava integrazione. Scopriremmo che anche con il Governo Berlusconi i tempi sono stati mantenuti fino a Luglio prossimo, senza farli tornare alla data di Dicembre. Ricordo che il premio unico non è una prebenda, ma una sorta di striminzito riconoscimento all’antieconomicità delle colture agricole. I prezzi in campagna sono incredibilmente bassi e quelli al dettaglio lievitano anche del 200-300%. Perdurando a questa maniera la Puglia rischia di dire addio ad una voce consistente del suo reddito e ad essere dipendente in un settore vitale come quello dell’alimentazione. La Lega si è mai occupata di queste cose? Dirò di più: ha convenienza ad occuparsene?
Bari, 15 Marzo 2008 Il Consigliere Regionale del PD Paolo Costantino

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